15 gennaio: traslazione delle reliquie di San Maurizio




Nel 1590 il Duca Carlo Emanuele I, al termine di un tormentato periodo di guerre di religione sul confine svizzero savoiardo che avevano coinvolto la dinastia sabauda per decenni, rinunciava a parte del Vallese e in particolare all’abbazia di San Maurizio, in cambio della cessione alla cattedrale metropolitana di Torino di metà delle reliquie del Santo. La traslazione avvenne in pieno inverno e fu effettuata dai vescovi di Aosta ed Ivrea dal 29 dicembre 1590 al 15 gennaio 1591, data della solenne accoglienza a Torino. Nel convento dei Cappuccini di Madonna di Campagna le reliquie vennero inventariate ufficialmente e si contarono “pezzi ventidue grandi e venti piccoli di ossa con della polvere e frammenti minuti raccolti e involti con carte”, vi era anche la spada “larga tre dita e lunga cinque palmi, contenuta in una decente cassa foderata di velluto rosso”. Le reliquie furono collocate nella cappella della Sindone, all’interno della cattedrale di Torino, dove tuttora sono venerate. In quell’occasione San Maurizio venne riconfermato patrono principale degli Stati Sabaudi e la festa del 15 gennaio, ricordo della traslazione, si affiancò a quella del 22 settembre, memoria del martirio. Siccome il 15 gennaio ricorre in una stagione in cui il lavoro in campagna è quasi del tutto assente, questa data s’impose in molti luoghi su quella del 22 settembre, che cade invece in piena vendemmia.